Ghana People Stories Travel

Zanzare come leoni e zanzare come tigri

(English available)

13.03.2018

Zanzare come leoni e zanzare come tigri” . Una frase che mi è rimasta impressa da un vecchio libro. Ci penso, mentre mi scoppia la testa. La testa… un elemento così essenziale eppure così inutilizzato dal nostro corpo.

Qua invece è diverso, impari fin da subito che niente si spreca, niente si butta. Quindi la testa acquista la stessa importanza di bracci a dei gambe. Passerei ore ad osservarli, mentre trasportano di tutto sulla propria testa.

Oggi siamo partiti lontani dalla capitale, in cerca del Ghana primordiale e selvaggio. Il tassista ovviamente ha portato la nostra valigia sulla testa e siamo arrivati alla stazione dei bus. Bus accalcati, folla, urla, Joshua che si perdeva tra le macchine parcheggiate. Il bus ci frega, facendoci salire anche se non sarebbe partito, abbiamo già tre ore di ritardo. Il Ghana è cosi, non affidarti all’orologio, non affidarti al tempo.

In fondo non ci sono punti di riferimento. Se c’è un angolo nel mondo dove puoi scappare dal tempo, è sicuramente l’Africa.

Il secondo bus finalmente parte, e ci allontaniamo dalla capitale. Arriviamo più vicino alla foresta, dove c’è una scuola femminile. Non abbiamo mangiato nulla e la sete è tremenda, ma entriamo. All’entrata, un enorme statua ricorda il punto principale di quel posto: la disciplina. Secondo loro, la donna può diventare forte e indipendente solo con ferrea disciplina. Alzandosi alle quattro, per pulire la scuola e fare ore di fila per il bagno. Finire poi le lezioni alle 9 ed andare a dormire. Non si studia soltanto, qui, si lavoro anche. perché solo tramite le mani e l’appropriazione del proprio corpo si può prendere coscienza di se stessi e della propria situazione.

Siamo ancora affamati, e prendiamo un bus che ci porterà alla seconda comunità.

Il viaggio è al buio totale.

L’africa già mi cattura con il suo essere primordiale. Il sentimento principale di noi Europei, quando vediamo queste terre è il senso di colpa. Siamo stati noi a sfruttare questo continente, prosciugandolo di ogni possibili ricchezza. Ricchezze grazie alle quali il mondo è quello che è, eppure.. l’uomo deve sentirsi forse in colpa per gli errori dei suoi antenati? Dopotutto io sono qui, cercando di dare il mio contributo, per ringraziare questa terra che mi da tanto. Non importa cosa sia successo in passato, importa quello che voglio fare ora. Non agire per sensi di colpa scolpiti nel tuo DNA, agisci per umanità.

Il sole mi attira, i canti mi chiamano, è ora di una passeggiata.

2 Comments

  1. Queste immagini e queste descrizioni tolgono il fiato, è come essere lì con voi

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*